Da iWatch a iHealth

toddham_iwatch_all

Si parla, ormai da più di un anno, della possibile nascita di un dispositivo indossabile marchiato Apple. Per convenienza e semplicità è sempre stato chiamato iWatch.

In poco tempo lo scenario di questa tipologia di prodotti è cresciuto tantissimo: i primi Google Glass, Pebble, fino ad arrivare ad Android Wear, il primo sistema operativo dedicato solamente agli smartwatch.

E’ mai nato un progetto iWatch? fino a poco tempo fa tutti avrebbero detto di sì (me compreso). Eppure avrebbe senso aspettare così tanto tempo per una semplice “prolunga” di uno smartphone?
Posseggo da quasi un anno Pebble, comodissimo, molto funzionante e, con l’aggiornamento alla versione 2.0, è stato come avere un nuovo smartwatch. Eppure mi sono chiesto: “Come Apple potrebbe migliorare un dispositivo che funziona bene e che ha tanti, troppi, competitors?”.

“There are lots of gadgets in the space. I would say that the ones that are doing more than one thing, there’s nothing great out there that I’ve seen. Nothing that’s going to convince a kid that’s never worn glasses or a band or a watch or whatever to wear one. At least I haven’t seen it. So there’s lots of things to solve in this space.”

Tim Cook

A parte Pebble, nel mondo esistono ormai moltissimi dispositivi indossabili, a partire dal Nike FuelBand, uno dei pionieri della categoria, fino ai più recenti Jawbone, FitBit. Samsung, dopo il disastro del primo Galaxy Gear, ha corretto la mira con il Gear2 e il GearFit. Personalmente, posseggo Jawbone da quasi un anno, a parte qualche problema tecnico, lo ritengo un valido alleato per combattere la pigrizia e migliorare la propria vita. Recentemente mi sono affidato ad alcune app, come Pedometro++ e Nike Move, che sfruttano il processore M7 di iPhone 5S. Mi è servito per confrontare i dati provenienti da Jawbone, e devo dire che i risultati erano molto simili.
Può creare confusione: smartwatch, smartband insomma chi più ne ha, più ne metta.

Al momento, non mi sembra esista un prodotto unico che riesca a battere la mia combinazione Pebble+Jawbone per precisione, affidabilità e…durata della batteria. In commercio vedo dispositivi che promettono tanto, ma poi scadono per batterie ridicole e funzionalità inutili (ad esempio la fotocamera del Galaxy Gear). Qualche novità può nascere dal Moto360, che sembra possa dare una svolta al settore con un design molto simile agli orologi attuali.

In meno di un anno, il mercato dei dispositivi indossabili ha visto scendere in campo Google, Samsung, LG, Nike, Jawbone, FitBit, Withings e sicuramente ne dimentico qualcuna.

Al momento ci piace dire: “oggi ho fatto 10.000 passi” oppure “oggi ho consumato 1.000 calorie” o ancora “ieri ho assunto più calorie di oggi”. E grazie questi numeri semplici, facilmente interpretabili, possiamo sentirci meglio. La bellezza di questi numeri è la facilità con cui posso avere a disposizione dei dati come i passi o le calorie. Pur non essendo un professionista in campo sportivo o, perché no, in campo medico. E questi dati provengono da dispositivi (vi porto un esempio qua e qua) che sono già largamente diffusi. Che cosa può far decollare questo settore? Due cose: un software e un hardware.

Nascono (e crescono) in questi giorni rumors molto dettagliati di una futura app per dispositivi Apple, dal nome Healthbook. Ricorda molto Passbook, come raccoglitore di schede. Ma invece che conservare coupon o biglietti, raccoglie preziosi dati della nostra salute. Dai mockup (costruiti in base a rumors, che di solito non sbagliano) si possono vedere le diverse sezioni: funzionalità sanguigna, attività cardiaca, idratazione, pressione, attività fisica, nutrimento, glicemia, qualità e quantità di sonno, attività respiratoria, saturazione e peso. Sarebbe bellissimo: una scheda completa con tutti i nostri dati fisici. E, per i più scettici, i dispositivi elettronici sono ormai arrivati ad un grado di affidabilità del dato pari a quello dei dispositivi più professionali. Ma da dove arriverebbero i dati per comporre il nostro quadro sanitario?
healthbook-emergency healthbook-cards healthbook-book

La via più semplice sarebbe aprire questa app alle app di terze parti, come Passbook. L’attività fisica e il sonno potranno essere misurati con Jawbone, il peso con una bilancia smart di Withings oppure la pressione con un misura pressione sempre di Withings. Il tutto in un’unica app. Magari con la possibilità di salvataggio dati, in modo da avere uno storico di dati rilevante, senza perdere nulla. Eppure, ci sono delle voci che, attualmente, non trovano riscontro in alcun dispositivo smart. Penso alla saturazione o alla glicemia. Forse esistono delle app di dubbia qualità, ma sul mercato non esiste dell’hardware adatto.
E quindi entrano in campo altre voci, che possono essere messe nella categoria “iWatch”.

“There will be new categories. We’re not ready to talk about it, but we’re working on some really great stuff.”
Business Insider

Per “iWatch” si intende un presunto dispositivo indossabile di Apple. Numerosi rumors parlano di questo, e l’hype viene alimentato direttamente dal CEO di Apple, Tim Cook. Da diversi mesi sottolinea che la società sta lavorando a nuovi prodotti, in nuove categorie.

Will Apple make an iWatch? “Obviously, there are rumors about us working on… and, obviously, I’m not going to talk about that. It’s a game of chess, isn’t it?”
Time

Ma su che basi un rumors diventa (quasi) una certezza, che fa sognare tutti gli estimatori di Apple? Uno dei dati concreti a disposizione, al di là delle semplici frasi dette dai top manager, è l’introduzione del processore M7 su iPhone e iPad. La sensazione è quella che volessero testare l’affidabilità e la precisione di questo componente, in modo da poterlo riproporre in seguito su un dispositivo indossabile.
Chi c’è dietro questo presunto progetto iWatch? Apple nell’ultimo anno ha reclutato diverse persone e ha modificato la propria struttura organizzativa per migliorare le sinergie tra hardware e software.
Le redini del gioco sono in mano a Jeff Williams (COO), Bud Tribble (Software Technology), Bob Mansfield (Special Projects), che guidano i nuovi ingressi: Kevin Lynch di Adobe, Jay Blahnik e Ben Shaffer di Nike e Paul Deneve di Yves Saint Laurent. A quanto pare, il team che lavora ad iWatch è di circa 200 unità, e conta della presenza di alcuni scienziati, medici, esperti di sviluppo di sensori biometrici. L’attesa, i diversi reclutamenti nel campo medico, fanno pensare ad un lavoro che forse vada oltre alla semplice notifica push su piccolo schermo. Ma tutta la comunità tecnologica è consapevole del fatto che queste innovazioni richiedono tempi di sviluppo lunghi e spesso costosi.

Non resta che attendere la seconda metà dell’anno per scoprire le novità di iOS e dei dispositivi Apple.

Vi consiglio la lettura di questi pezzi, che mi hanno portato a pensare alla nascita di “iHealth”:
http://furbo.org/2014/03/13/wearing-apple/
http://www.wired.com/gadgetlab/2014/03/heres-hoping-healthbook-puts-pretty-face-numbers/
http://www.macstories.net/stories/thinking-outside-the-watch/

Il concept a inizio pagina è di Todd Hamilton (@toddham) . Nice!

Advertisements

One thought on “Da iWatch a iHealth

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...